STOP FAST FASHION! Cosa possiamo fare per ridurre le SPRECO?
- 11 dic 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 20 apr

La moda cambia velocemente, ma il suo impatto sull’ambiente e sui lavoratori aumenta di giorno in giorno. Secondo l'ONU, l’industria della moda produce il 10% delle emissioni globali di carbonio e il 20% delle acque reflue, contribuendo pesantemente al cambiamento climatico e all’inquinamento dei nostri ecosistemi. Inoltre, la produzione fast fashion spesso si basa su condizioni di lavoro non etiche: salari minimi, turni massacranti e poca sicurezza per i lavoratori e le lavoratrici. Creare un armadio consapevole significa fare scelte che rispettino il pianeta e le persone ed è più facile da fare di quanto immagini. A questo proposito sono stati scritti vari libri, ne ho selezionati due per te: Vestire Buono, Pulito e Giusto e Vestire Sostenibile
Ecco alcune mosse per avere un guardaroba eco-friendly e sostenibile!
Come prima cosa, consiglio di scegliere capi in materiali naturali, questo sia per tutelare la nostra salute sia per tutelare la Madre Terra. Indossare abiti sintetici può avere effetti negativi sulla salute della pelle e sul benessere in generale. I tessuti sintetici come poliestere, nylon e acrilico sono prodotti con materiali derivati dal petrolio e da altre sostanze chimiche che non permettono alla pelle di respirare in modo naturale. Questo può portare ad un aumento della sudorazione, creando un ambiente umido dove proliferano i batteri, irritando la pelle. Questo può causare fastidi soprattutto per chi ha una pelle sensibile. Inoltre, molti tessuti sintetici vengono trattati con prodotti chimici e possono rilasciare sostanze come formaldeide e ftalati, noti per avere potenziali effetti dannosi sul sistema endocrino e, in alcuni casi, causare reazioni allergiche come prurito, arrossamenti e dermatiti.
Un altro aspetto da tenere in considerazione è quello dei materiali. La produzione di tessuti sintetici come il poliestere e il nylon (derivati dal petrolio) rilascia microplastiche negli oceani, creando un forte inquinamento ambientale, e richiede enormi quantità di energia. Al contrario, materiali naturali come cotone biologico, lino, canapa, e lana hanno un impatto ambientale decisamente inferiore, soprattutto se prodotti in modo sostenibile. Cerca le certificazioni come GOTS o OEKO-TEX, che garantiscono che il capo è stato prodotto in modo rispettoso verso l’ambiente e i lavoratori. Inoltre, al giorno d'oggi, ci sono tante aziende che producono capi alla moda, con tessuti naturali, che rispettano l'ambiente e che garantiscono un ambiente di lavoro sano; scegli anche tu di sostenerle!
Avere un armadio consapevole significa anche ridurre la quantità e concentrarsi sulla qualità. Invece di seguire la moda a basso costo, investiamo in capi di qualità e ben fatti. Anche se questi capi possono costare di più, dureranno più a lungo e rispetteranno chi li ha prodotti grazie a condizioni di lavoro più dignitose.
Un'altra idea è quella di acquistare abbigliamento usato; questa non è solo una tendenza, è un modo concreto per ridurre il consumo di nuove risorse. Nei negozi second-hand e vintage possiamo trovare capi unici, spesso di alta qualità e a prezzi più accessibili rispetto al nuovo. Scegliendo il vintage, contribuiamo a ridurre la domanda per il fast fashion, che ha risvolti disastrosi per l'ambiente e che quasi sempre affida la manodopera sottopagata e sfrutta il lavoro minorile.
A volte l’armadio ha solo bisogno di essere rinfrescato, e non di capi nuovi. Un'idea simpatica è quella dei mercatini di scambio o “swap party”. Possiamo organizzare un evento con amici, parenti e colleghi e portare i capi che non indossiamo più per scambiarli tra noi. È un modo divertente per stare assieme, per risparmiare e rinnovare il guardaroba senza sostenere il sistema del fast fashion; funziona bene soprattutto per capi per l'infanzia.
Quando un capo non serve più, lo si può riciclare o donare. Molti negozi offrono programmi di riciclo per vecchi vestiti e tessuti, trasformandoli in nuovi materiali. Se i capi sono ancora in buono stato, donarli è un'ottima azione: è un modo per dare nuova vita ai vestiti ed al contempo aiutare chi ne ha bisogno. Sono sicura che, anche nella tua città, c'è un gruppo dedicato.
La moda è una forma di espressione, ma anche un’occasione per fare scelte consapevoli. Ora tocca a noi: quali piccoli cambiamenti potremmo iniziare già oggi per evitare di sostenere la fast fashion?
Fermati un attimo e chiediti: quanto spesso compro vestiti? Potrei ridurre i miei acquisti, optare per il second-hand o scegliere materiali naturali e sostenibili? Ogni decisione conta, e insieme possiamo contribuire a un’industria della moda più rispettosa per il pianeta e per le persone.
Se stai già sostenendo questo stile di vita, raccontami quali sono le aziende che ti hanno rubato il cuore!
Con amore,
Melissa

